Domenico Gentile

Geometrie del Quotidiano

Mantova - Casa di Rigoletto
Inaugurazione 12 Dicembre 2026


Presentazione MOSTRA

A nove anni dalla sua scomparsa il Comune di Mantova dedica a Domenico Gentile una mostra intitolata "Geometrie del quotidiano” che si terrà alla Casa di Rigoletto con inaugurazione sabato 12 dicembre 2026 alle ore 18:00. L’esposizione, curata da Carlo Micheli con l’aiuto imprescindibile di Nicoletta Gentile, intende ricordare la figura dell’artista e intellettuale salernitano che scelse Asola come propria città d’adozione, divenendone cittadino benemerito. La personale di Domenico Gentile consterà di una quarantina di oli scelti tra i più profondi e significativi della sua ricca produzione. Intento della mostra è anche sottolineare l’amicizia che lo legò ad Alfonso Gatto, anch’egli d’origini salernitane, per cui ogni dipinto sarà corredato in catalogo da alcune rime riprese dal corpus delle opere del poeta.

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Il Gioco dell'Astrazione

Ritornerà sul mare
la dolcezza dei venti
a schider le acque chiare
nel verde delle correnti.

Piove dolcezza nel verde,
il sole giunge a far gialle
le foglie di primavera.

…Domani sarà un’altra storia,
la pioggia che illumina gialle
le foglie della memoria.

Il passato non cessa di passare
e l’odore che sparve è l’aria calda
che ferma gli oleandri lungo il mare
in un soffio di mandorla e di cialda.


Equilibrio Smeraldo

Io sono pazzo di tutti i colori,

il rosso è forte come un cazzotto,

il verde sprilla bibite di fiori,

il bianco ha sacchi di neve e brina...

Frammenti d'Oro
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Pensando Morandi

l'ombra che ritorna
all'angolo del muro, dove il bianco
è il colore del nulla che si tocca.

Silenzio Oggettivo I

La luce era un silenzio
che ci teneva vicini.


La luce ci chiama da lontano.

Forme in Penombra

Oltre la polvere il gesso,
la finta luce che consuma i giorni,
resta l'inganno d'essere daccapo
l'ombra di prima

Variazione d'Argilla

In ogni gioia breve e netta scorgo
il mio pericolo. Universo che mi
spazia m'isola, poesia.

Luce Polverosa

Notturni

Come in nostro passato
s’illumina nel velo

della nebbia serale,
ed è quasi parola
la luna che risale
nel cielo e splende sola.

Ombre Urbane

È già finita
la sera e come nata dalla luce
un'altra sera s’allontana dove…


…dove sospesa la pioggia vapora
sfumando nei colori.
Crepuscolo Astratto

Che vuoi? La notte chiama
i suoi rimorsi, vede
Lampade accese.

Eclissi di Forma

Si vidi il mare rompere nel treno bluastro

e il fumo reggere la notte,
le colonne irruenti d'un teatro.

Bagliori nel Buio
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Paesaggi Interiori

Salerno, rima d'inverno,
o dolcissimo inverno.
Salerno, rima d'eterno.

Labirinti dell'Anima

E distratto così
nel farmi intento
al mio segreto sorgere del nulla
trovavo nella voce
le parole
da raggiungere...

Abisso Riflessivo

Tante notti son cadute sul mare
che il mare è nero
e sempre passa sul suo passato
e sempre si vede passare
aria, vento, desino leggero
di quanto - profondo - non vede.

Nostalgia dell'Oro

Si resta a volte soli nella veglia
di un racconto sospeso, allora soli,
ignoti l’uno all’altro, ed ora uniti
dal ricordo che un nulla ci divise.

Radici Concettuali
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Note Bio-BIBLIOgrafiche

Domenico Gentile (Salerno 1933 – Asola 2017) ha compiuto studi classici fino alla laurea in medicina, maturando parallelamente la sua formazione culturale e le prime esperienze pittoriche nell’ambito di gruppi intellettuali cittadini nei primi anni ’50. Influenza fondamentale, se non decisiva, in questo senso hanno avuto per lui l’incontro e i lunghi sodalizi con Mario Carotenuto, Filiberto Menna, Alfonso Gatto e Tullio Lenza, tra gli altri. Era il tempo della “ricostruzione” post-bellica e nella Libreria Macchiaroli, nello studio di Mario Carotenuto, al “Circolo Democratico” si viveva un clima di comune fervore di recupero, di lotta contro il vecchio e lo scontato; e con intransigenza, quando non proprio con intolleranza. In quel periodo ha preso parte a molte “collettive” tra Salerno e Napoli, organizzate da “L’Arco” (un gruppo culturale di cui fu fondatore con altri), da “Salerno-Quadrante” (una delle prime riviste culturali del Mezzogiorno edite nel dopo-guerra), da “I Giovani Realisti Salernitani”, dalla “Corda Fratres”. Negli anni successivi, per vicende personali, ha avuto modo di incontrare e confrontarsi con culture diverse, in altri ambienti. Dapprima ed a lungo a Roma, quindi a Firenze, infine in Lombardia. Dalla metà degli anni ‘60 è stabilmente a Mantova, legato al gruppo della Libreria-Galleria “Greco”, vicino alla rivista “II Portico”. L’atmosfera mantovana (e la frequentazione di Francesco Bartoli, Gino Baratta, Renzo Schirolli, Sergio Sermidi ed altri ancora) non è certo estranea ai nuovi itinerari della sua pittura, come generalmente registrato dalla critica.

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